Siamo tornati !

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Ci scusiamo con i nostri amici lettori per la lunga assenza.
Abbiamo avuto problemi con il server e anche se non dipendente dalla nostra volontà, ce ne scusiamo sinceramente.
Per farci perdonare vi dedichiamo questo bellissimo Mandala, fatto da monaci tibetani l’autunno scorso.

E’ trascorso un po’ di tempo dall’ultimo pezzo, “Per una pratica di consapevolezza efficace”. Oggi ovunque ti volti trovi qualcuno che spiega ad altri cos’è la consapevolezza, come se conoscessero i percorsi di ognuno. Non esiste una via prestabilita e definitiva per accrescere la consapevolezza, forse dovrei dire per “coltivare”, far nascere, perchè nella stragrande maggioranza dei casi è sopita, dormiente. Come descrivo nell’articolo, una pratica di consapevolezza risulta efficace solo se viene eseguita in modo corretto e non basta neanche seguire scrupolosamente le indicazioni. Ci sono due fattori fondamentali: l’intenzione e l’attenzione. L’attenzione viene sviluppata, esercitata,
e ad alcuni risulterà arduo perchè è faticoso, per altri sarà più semplice perchè naturalmente portati. In questo ultimo caso si insegnano esercizi propedeutici e quella sarà la via d’ingresso nella nuova, reale consapevolezza. Nel primo caso invece, spesso fanno fatica le persone che definisco molto “mentali” e per queste occorre uno specifico percorso, con esercizi differenti, adatti a quel genere di personalità. Ogni persona ha la sua porta d’ingresso, ognuna è diversa e ognuno deve trovare il suo percorso, la sua verità; quella di qualcun altro non può andare bene.
E’ molto difficile insegnare in un corso di approfondimento lo stesso metodo per tutti; che la sua efficacia possa risultare utile a tutti allo stessa profondità, direi che è quasi impossibile. Ecco perchè tutti questi metodi non hanno alcuna reale efficacia, spesso ne creano l’illusione, limitandosi a “ripulire” la mente, a distenderla, provocando ovviamente effetti positivi, ma senza raggiungere lo scopo annunciato: la consapevolezza. Quella vera, quella reale non può avere un percorso prestabilito, altrimenti non è reale, è un illusione che dovrà coprire altre illusioni, così non ci si sbarazza di niente e niente si ottiene.
“Se la tua tazza è già piena, come posso farti assaggiare il mio thè?”
L’intenzione che intendo è qualcosa di profondo, non ha niente a che fare con i vostri sogni, le vostre idee o persino dei vostri bisogni, quelli che voi catalogate come bisogni attengono alla mente. Le necessità di ogni persona sono a livello profondo molto e per fare un lavoro profondo occorre l’intenzione. Alcuni hanno una predisposizione che neanche sispiegano, altri hanno bisogno di trovarla e ascoltarla. Per l’intenzione non cisono meditazione o esercizi specifici, è qualcosa che deve essere trovata facendo altro, deve essere realizzata, compresa interiormente fino alla sua essenza. Occorre trovarla senza cercarla. Solo così si può ottenere.

Dunque siamo di nuovo quì, a scrivere, a leggere e a commentare; come molti fanno anche scrivere, per insultare, contestare, persino per chiedere consigli! Usate l’indirizzo mail, rispondiamo a tutti …
I commenti del Blog sono preda di un attacco spam senza precedenti, è intasatissimo … quindi per comunicare usate la mail: master@nonso.it
Bentrovati a tutti !

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